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Spesso e volentieri si tralasciano le basi della fotografia, cosa invece molto importante per poter essere pronti a qualsiasi evenienza e portare a casa lo scatto perfetto. In questo breve Corso di fotografia online scoprirai le basi per iniziare a fotografare come vuoi tu.
Le fotografie sono risultati di impressioni di luce su una pellicola o un sensore che entra nel corpo della reflex attraverso un obiettivo.
Tipi di Supporti
La fotografia inizialmente veniva “salvata” su una pellicola costituita da un materiale fotosensibile che reagiva in base alla quantità di luce che la colpiva. Oggi le cose son cambiate, invece della pellicola abbiamo un sensore, composto da tanti fotodiodi che sono anch’essi sensibili alla luce e riportano le informazioni della luce che lo ha colpito sotto forma di valori informatici. Questi ultimi vengono elaborati da un processore che converte i dati grezzi provenienti dal sensore in un formato leggibile da tutti i computer (solitamente JPEG), altrimenti vengono salvati in un formato contenente tutti i dati grezzi (RAW) che poi verranno elaborati in un secondo momento attraverso software di sviluppo fotografico come Aperture, Photoshop o LightRoom.
Le parti fondamentali
Le tre cose fondamentali da sapere sono : Apertura diaframma, velocità otturatore e sensibilità ISO.
Immagina di avere un tubo d’acqua con un rubinetto e un bicchiere da riempire, se il rubinetto è socchiuso usciranno solamente poche gocce alla volta e quindi per riempire il bicchiere ci vorrà più tempo; mentre se il rubinetto è tutto aperto ci vorranno pochi secondi per riempirlo. La fotografia segue le stesse dinamiche: più il diaframma dell’obiettivo sarà aperto, più luce passerà, meno tempo ci vorrà per imprimere la luce sul sensore. Dall’altro canto più il diaframma è chiuso, meno luce passerà, più tempo servirà per far imprimere la luce necessaria per realizzare una foto correttamente esposta.
Nell’immagine superiore puoi vedere la sezione e il contenuto di una reflex a grandi linee.
Il numero 1 è la prima lente, quella più esterna dell’obiettivo.
Il numero 3 verde è il gruppo di ottiche interne all’obiettivo.
Il numero 3 rosa è il diaframma composto da lamelle.
La parte 4 è lo specchio che permette di vedere l’immagine nell’oculare, durante lo scatto si alza facendo passare la luce direttamente sul sensore. È per questo motivo che quando scattate una foto nell’oculare non vedi più nulla. È da questo componente che la macchina fotografica prende il nome Reflex.
Il numero 5 è un pentaprisma che riflette l’immagine nell’orientamento corretto e ce la mostra all’interno dell’oculare.
il numero 7 è l’insieme di fotodiodi che compongono il sensore.
il numero 8 è il piano focale dove l’immagine viene proiettata.
La sensibilità della pellicola o del sensore.
La sensibilità ISO del sensore o della pellicola è la capacità di questi ultimi di reagire alla luce. Più il valore della sensibilità sarà alto e più veloce sarà l’impressione dell’immagine. Ad esempio in una scena assolata se impostiamo una sensibilità ISO 200 potremmo scattare ad una velocità di 1/4000 di secondo ad f/4. Se invece portiamo la sensibilità ISO a 1600 dobbiamo chiudere di 3 stop il diaframma per avere la stessa esposizione. Questo perché aumentando la sensibilità il sensore necessiterà di meno luce per avere la stessa esposizione.

Attenzione però che più il valore degli ISO sarà alto più noteremo il rumore della pellicola o del sensore come nell’immagine sopra. La caratteristica fondamentale dei sensori montati su macchine reflex professionali è quella di ridurre al minimo il rumore anche ad alti ISO così da poter scattare foto anche in assenza di una buona illuminazione senza compromettere la qualità dell’immagine.
Cosa sono gli stop?
Gli stop sono un fattore per indicare quanta più o meno luce andrà a colpire il sensore. Se stiamo fotografando a f/5.6 e volessimo chiudere il diaframma di uno stop dovremmo spostare il valore a f/7.1. Ma come impostare questi valori lo capirai più in avanti continuando a seguire questo corso.
Messa a fuoco.
Il fuoco è un punto parallelo al piano focale (il punto in cui si trova il sensore o la pellicola) in cui tutti i punti su di esso sono perfettamente nitidi. Mano a mano che ci allontaniamo dal fuoco avremmo un immagine sempre meno nitida.

Profondità di campo.
La profondità di campo è lo spessore della zona nitida. Se prendi un oggetto e lo fotografi molto vicino alla reflex con un valore diaframma molto basso avrai come risultato una ridottissima linea di fuoco e una quasi nulla profondità di campo. Questo perché la Profondità di campo diminuisce diminuendo la distanza dal soggetto, aumenta chiudendo il diaframma e diminuisce utilizzando focali lunghe.
Se invece chiudessi a f/11 il diaframma vedrai che quella linea di fuoco si allargherà di molto e man mano che chiuderai il diaframma avrai sempre più profondità di campo.
Lunghezza focale e angolo di visuale
La lunghezza focale è la distanza espressa in mm tra la lente e il piano focale. Mentre l’angolo di visuale è l’angolo espresso in gradi che riusciamo a rappresentare in un immagine . Un obiettivo standard (50 mm) ha un angolo di visuale di 46°, mano a mano che scendiamo con le lunghezze focali più angolo di visuale potremmo riprendere, ad esempio un 14mm è in grado di catturare 114° di campo. Gli zoom invece hanno una focale lunghissima e un campo di visuale molto piccolo.
Come puoi vedere da queste due foto, la prima scattata con un 70mm e la seconda con un 200mm, nella prima è possibile vedere molto più angolo di campo (34°) mentre nella seconda solo 12 gradi. Questo ci dà un effetto di vicinanza rispetto al soggetto fotografato.
Gli obiettivi con una focale corta spesso si adattano meglio a foto paesaggistiche, mentre gli obiettivi con media e focale lunga sono più consigliati per ritratti, sport e naturalistica.
Concludo così questa prima infarinatura alla fotografia, presto aggiungerò delle prove pratiche da seguire per effettuare gli scatti più vari.
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